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non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà, che ha anche twitter.

21
Set

ballano senza gravità, o non so come si dica, appesi lungo una parete. Son movimenti che uno conosce, ma che son anche diverso, più fluidi, con meno attrito, o con un diverso attrito, e diverse difficoltà.

(Fonte: youtube.com)

18
Set

Attrito

 «Siamo giunti su una lastra di ghiaccio dove manca l’attrito, e perciò le condizioni sono in certo senso ideali, ma appunto per questo non possiamo muoverci. Vogliamo camminare; dunque abbiamo bisogno dell’attrito. Torniamo sul terreno scabro!»  Ludwig Wittgenstein, Ricerche Filosofiche, § 107. 

Il ghiaccio e l’ideale -della logica, della filosofia-, che qui sembrerebbe stare per lo stra-ordinario, o per la negazione dell’ordinario che la filosofia e le sue bizzarre aspirazioni portano con sé, improvvisamente, proprio oggi lo vedo come , e anche, l’ordinario, un ordinario sclerotizzato, nel senso dell’abitudine, il liscio, scivoloso, ripetersi delle cose, senza eventi, il ghiaccio come poca presenza di sé - «Forse un mattino andando in un’aria di vetro» -, come poca realtà, o realtà distorta, tenuta sotto, trasfigurata al ribasso o al noto, non vissuta -ecco forse il legame fra straordinario e abitudine, il tentativo di sublimare e superare ed evitare e uccidere un reale vivo. Mentre l’attrito -bisogna sempre essere in 2 per fare attrito- è appunto una realtà reale, scheggiata, scabra, incrinata, che richiede presenza ed equilibrio, che richiede e permette movimenti, non straordinari, ma reali, che non dipendono solo da noi, da me. Evviva l’attrito, anche  se difficile.

18
Set
cinephiliabeyond:

Alfred Hitchcock’s North by Northwest as you’ve never seen it before.

Even though it was early October, the climate was like a sweltering desert. This was one of the only times Hitch wore short sleeves on the set. For three days, poor Cary ran with a stunt plane swooping down at him or so it would seem. As nobody would think of putting Cary Grant in the position of getting decapitated by a plane some trick photography was used. I feel like a traitor telling you this but first the crew shot a swooping plane from a ditch and then, later, Cary was shot on a sound stage jumping into a fake ditch with the plane footage on a process screen behind him. —Eva Marie Saint

cinephiliabeyond:

Alfred Hitchcock’s North by Northwest as you’ve never seen it before.

Even though it was early October, the climate was like a sweltering desert. This was one of the only times Hitch wore short sleeves on the set. For three days, poor Cary ran with a stunt plane swooping down at him or so it would seem. As nobody would think of putting Cary Grant in the position of getting decapitated by a plane some trick photography was used. I feel like a traitor telling you this but first the crew shot a swooping plane from a ditch and then, later, Cary was shot on a sound stage jumping into a fake ditch with the plane footage on a process screen behind him. —Eva Marie Saint

Ruggero Savinio: Io, "figlio di" e "nipote di" ho ereditato le loro ossessioni - Repubblica.it

"Già, le ombre. Lo zio diceva: scurisci, scurisci, c’è sempre tempo per schiarire. È il tratto saturnino che mi ha spinto verso l’oscurità e il disfarsi della materia. Solo ciò che muore può reclamare di essere stato vivo, di avere avuto una storia e un luogo, da cui nascere. E se mi volto indietro mi penso come quei "nati sotto Saturno" che nella lieve malinconia e infelicità si sono dedicati, anima e corpo, al farsi dell’immagine. Per abitarla ed esserne abitati

10
Set

È impressionante, meglio, mi impressiona tanto come una bossa, questa bossa pure molto ironica, cantata e sentita in un momento di slancio, allegria chiamiamola, beh la accompagni questa allegria, possa spingerla anche oltre. E invece in momenti immalinconiti o nostalgici ci si può appoggiare sopra, sdilinquircisi su questa musica, cullare un po’ della propria tristezza.

Non credo valga solo per questa bossa, o sole per le bosse, pur particolarmente adatte perché particolarmente doppie, ma per la musica in genere, che è sì sempre o spesso un ricatto emotivo - Fellini da qualche parte diceva quanto la temesse, quanto fosse spaventato da questa potenza evocativa-, ma evidentemente l’emotività umana è capace di riflettere quello che vuole in quello che vuole, o almeno molto di quello che vuole, contro ogni idea semplice di empatia, rispecchiamenti, riflessi automatici, attivazioni neuronali.

E però la musica porta molto, forse più di altre esperienze o arti, in alcuni di questi stati proiettivi, e così rischiamo come al solito di avere a che fare sempre con noi stessi, con i nostri di sentimenti, non sempre una bella compagnia o almeno non facile

(Fonte: youtube.com)

Joseph Stalin e H.G. Wells, l'intervista (del secondo al primo)

H. G. Wells visited the Soviet Union in 1934 and on July 23 he inter­viewed Joseph Stalin. The conversation, lasting from 4 P. M. to 6:50 P. M., was recorded by Constantine Oumansky, then head of the Press Bureau of the Commissariat of Foreign Affairs. The text, as printed in this pamphlet, has been approved by Mr. Wells.

2
Set

The Bealtes - Fool on the hill

Ieri sera c’era in tv un film un po’ stupido, un film sugli stupidi, e sulle cene con loro. Ne ho visto il finale, un po’ stupido, dolciastro, e son stati stupidi ché hanno usato solo qualche secondo di questa canzone su uno stupido su una collina, e allora qui la metto tutta la canzone sullo stupido, preso anche dalla mia stupidità dolciastra e malinconica, ripesando -volevo scrivere ripensando, ma son stupido, e va meglio così- il finale dolce caramellato del film sugli stupidi, che un po’ m’ha preso, stupido me.

(aggiornamento: son così stupido che ho sbagliato il nome dei Beatles, si vede che amo la coerenza)

(Fonte: youtube.com)

25
Ago
Osho Rajneesh, mistico indiano dalla vita turbolenta, diceva una cosa interessante sui cadaveri.
Secondo lui i corpi morti, più che privi di vita, sono privi di morte. Nel senso che, non potendo morire un’altra volta, sono oggetti ormai estranei a quell’imperscrutabile mistero – il mistero della morte, appunto – che attribuisce significato alla nostra vita e a ogni credenza filosofica e religiosa. Se i cadaveri ci fanno orrore è proprio perché rivelano che la morte è una grande finzione (e, di conseguenza, anche la vita).

L’ISIS, ovvero l’HBO dello snuff movie - Wired
12
Ago
beetleinabox:


Édouard Manet, The Grand Canal of Venice, 1875 (Shelburne Museum).
Stanley Cavell writes:

So far as photography satisfied a wish, it satisfied a wish not confined to painters, but the human wish, intensifying in the West since the Reformation, to escape subjectivity and metaphysical isolation – a wish for the power to reach this world, having for so long tried, at last hopelessly, to manifest fidelity to another. And painting was not “freed” – and not by photography – from its obsession with likeness. Painting, in Manet, was forced to forgo likeness exactly because of its own obsession with reality, because the illusions it had learned to create did not provide the conviction in reality, the connection with reality, that it craved.

beetleinabox:

Édouard Manet, The Grand Canal of Venice, 1875 (Shelburne Museum).

Stanley Cavell writes:

So far as photography satisfied a wish, it satisfied a wish not confined to painters, but the human wish, intensifying in the West since the Reformation, to escape subjectivity and metaphysical isolation – a wish for the power to reach this world, having for so long tried, at last hopelessly, to manifest fidelity to another. And painting was not “freed” – and not by photography – from its obsession with likeness. Painting, in Manet, was forced to forgo likeness exactly because of its own obsession with reality, because the illusions it had learned to create did not provide the conviction in reality, the connection with reality, that it craved.

5
Ago

La trottola - Franz Kafka

Un filosofo girovagava sempre dove c’erano bambini a giocare. E quando vedeva un ragazzo con una trottola, si metteva subito in agguato. Appena la trottola girava, il filosofo la inseguiva per prenderla. Che i bambini facessero chiasso e cercassero di allontanarlo dal loro giocattolo non lo preoccupava; se riusciva a prendere la trottola mentre ancora girava, era felice, ma solo un istante, poi la buttava via e se ne andava.

Credeva infatti che la conoscenza di ogni piccolezza, dunque, ad esempio, anche di una trottola che gira, fosse sufficiente a conoscere l’universale. Perciò non si occupava dei grandi problemi; gli pareva antieconomico. Se si conosceva veramente la più piccola piccolezza, allora si conosceva tutto, perciò si occupava soltanto della trottola che girava.

E ogni volta che si facevano i preparativi per farla girare, aveva la speranza che ora gli sarebbe riuscito e, quando la trottola girava, mentre la rincorreva senza fiato la sua speranza diventava certezza, ma poi, quando si trovava in mano quello stupido pezzo di legno, gli veniva male e le grida dei bambini che fino a quel momento non aveva udito e ora invece gli entravano improvvisamente nelle orecchie lo facevano fuggire, e barcollava come una trottola sotto una frusta maldestra.

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