Leonard Bernstein (via leugenio)
(Fonte: swiss-miss.com, via leugenio)
(Fonte: swiss-miss.com, via leugenio)
Nietzsche contro i beni comuni - è pleonastico, lo so, ma volevo ribadire.
25 maggio 2013 (sarebbe interessante controllarle almeno una volta l’anno)
I consigli di Bolaño per scrivere un racconto.
(Fonte: theparisreview)
La prima controprova schiacciante di questa sensazione è una constatazione semplice semplice: in tutto il libro c’è un grande assente, il punto e virgola. Nelle 450 pagine di ZeroZeroZero Saviano utilizza una volta sola (a pag. 433) quel segno di interpunzione che – scrivono Serianni e Serafini nei bellissimi libri che hanno dedicato alla punteggiatura – serve a creare una connessione emotiva o di ragionamento che non è immediata. È il segno che chiede di più la collaborazione del lettore, che gli dà fiducia – saprà capire lui quale è il tono che intendevo, o quali relazioni si possono trarre dall’accostamento di una proposizione all’altra? Questa fiducia nel lettore Saviano non se la permette – assurdamente, visto il riconoscimento che ha – praticamente mai.
Il lettore dev’essere convinto, in fondo aggredito, inseguito, braccato a ogni riga, deve venire risucchiato, non deve più mostrare distacco: la sua suspension of disbelief deve mutarsi in una partecipazione rituale. Questo avviene attraverso la struttura narrativa, composta essenzialmente da un’alternanza di resoconti di storie stupefacenti, eccessive di criminali del narcotraffico, e di inserti poetico-letterari sulla cocaina (tra cui una specie di rap e un monologo, per capirci). Ma soprattutto attraverso lo stile. Tutte le tecniche retoriche che Saviano utilizza vanno in questa direzione: elettrizzare il lettore – quasi dovesse competere con la cocaina nel produrre gli stessi effetti di eccitazione protratta.
ZeroZeroZero, e Saviano diventa la parodia di se stesso | Linkiesta.it
Saviano ha usato una volta sola il punto e virgola in 450 pagine -su ritualità e scrittura, recensione interessante di Christian Raimo.
He, whose long wall the wand’ring Tartar bounds… Dunciad, II, 76
Lessi, giorni addietro, che l’uomo che ordinò l’edificazione della quasi infinita muraglia cinese fu quel Primo Imperatore, Shih Huang Ti, che dispose anche che venissero dati alle fiamme tutti i libri scritti prima di lui. Il fatto che le due vaste imprese - le cinque o seicento leghe di pietra opposte ai barbari, la rigorosa abolizione della storia, cioè del passato - procedessero da una persona e fossero in certo modo i suoi attributi, inesplicabilmente mi soddisfece e, al tempo stesso, m’inquietò. Indagare le ragioni di quell’emozione è il fine di questa nota. Storicamente, nessun mistero si cela nelle due misure. Contemporaneo delle guerre di Annibale, Shih Huang Ti, re di Tsin, ridusse in suo potere i Sei Regni e annientò il sistema feudale; eresse la muraglia, perché le muraglie servivano di difesa; bruciò i libri, perché l’opposizione invocava la loro testimonianza per elogiare gli antichi imperatori. Bruciare libri ed erigere fortificazioni è compito comune dei principi; la sola cosa singolare in Shih Huang Ti fu la scala sulla quale operò. E’ quanto lasciano intendere alcuni sinologi, ma io sento che i fatti che ho riferiti son qualcosa di più di un’esagerazione o di un’iperbole di disposizioni ordinarie. Recingere un orto o un giardino è cosa comune; non così, recingere un impero. E neppure è una bagattella pretendere che la più tradizionalista delle razze rinunci alla memoria del suo passato, mitico o vero. Tremila anni di cronologia avevano i cinesi ( e in quegli anni, l’Imperatore Giallo e Chuang Tzu e Confucio e Lao Tzu), quando Shih Huang Ti ordinò che la storia cominciasse con lui.
Raymond Chandler’s wisdom on writing, culled from 20+ years of his correspondence.
Admirers
Einstein:
- What I admire most about your art is that’s universal. You don’t say any word and the whole world understands you!
Chaplin:
- True. But your glory is greater! The world admires you while no one understands you!via smoot, mordmardok
(via lospaziobianco)