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non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà.

3
Maggio
2
Maggio
Il rapporto tra le persone è il concetto costitutivo dell’intervista.
Questo è confermato, prima di tutto, dall’etimologia stessa della parola. La parola italiana “intervista” è un calco dall’inglese interview attraverso il francese entrevue2
. Il termine dunque rimanda alla compresenza fisica tra intervistatore e intervistato. Sullo “sguardo” che passa
tra i due, sono possibili due interpretazioni che vengono di volta in
volta preferite dai sostenitori o dai detrattori dell’intervista come metodo di indagine: da una parte abbiamo l’interpretazione di inter–vista
come un “vedersi reciproco”, uno scambievole osservarsi in profondità3
; dall’altra abbiamo il significato di inter–vista come un “vedere attraverso”, “intravedere”4
. Secondo l’origine della parola francese entrevue, da s’entrevoir, che significa attualmente proprio “intravedere,
scorgere”, l’intervista sarebbe un metodo di indagine incompleto e
non totalmente affidabile, capace di far vedere solo parzialmente ciò
che si propone di mostrare. Le due interpretazioni possibili del senso profondo dell’intervista, come un “vedersi reciproco” e come un “intravedere”, illustrano bene le luci e le ombre del concetto, e anticipano
alcuni temi che faranno da sfondo a questo lavoro: quanto sono importanti la relazione e lo scambio tra intervistatore e intervistato? Quanto
è affidabile l’intervista come metodo di indagine?

L’etimologia di “intervista”.

http://www.aracneeditrice.it/pdf/9788854821767.pdf

30
Apr
Le sue qualità letterarie erano talmente estranee l’una all’altra, talmente divaricate che la sua pagina limpida e pulita diventava illeggibile. I lettori delle case editrici, questi oscuri mecenati che fanno la letteratura, erano preparati a uno scrittore tradizionale, realista, che racconta qualche aneddoto d’infanzia e sesso; o allo scrittore di allucinazioni, di avventure psichedeliche, dalla prosa scarmigliata o astratta, ma questo signore che raccontava con deliziosa pedanteria eventi futuri, riscriveva la storia, o fantasticava istanti mai esistiti, era proprio impossibile”.

Giorgio Manganelli  su Guido Morselli 

Dicas

30
Apr
È alla confessione che tende ogni atto della procedura, dal primo interrogatorio fino all’ultima udienza. Tutti contenti, il segreto è svelato, il fondo della verità scoperto: l’hai detto tu stesso. Prestigio della confessione nei paesi cattolici? Volontà, come dice Rousseau, che il colpevole sottoscriva la propria condanna? Senza dubbio, ma chi non vede la formidabile “economia” permessa dalla confessione? Per gli inquirenti, che non devono far altro se non modellare la loro indagine su ciò che è stato confessato; per il giudice istruttore che dovrà solo lavorare di lima sul suo dossier in base alla confessione; per il presidente della corte che, nella precipitazione dei dibattiti, può consegnare l’accusato a se stesso; per i giurati che, pur non conoscendo il dossier, si trovano di fronte un accusato che lo riconosce. Per gli avvocati della difesa, perché è più semplice in fin dei conti far ricorso alla retorica bella e pronta delle circostanze attenuanti, invocando l’infanzia sfortunata, il momento di follia, invece di combattere passo dopo passo, a ogni stadio dell’istruttoria, e cercare, scavare, sospettare, verificare. La confessione è un luogo di dolce complicità per tutte le istanze della giustizia penale”.

Michel Foucault, “Del buon uso del criminale”, in LA STRATEGIA DELL’ACCERCHIAMENTO, a cura di Salvo Vaccaro, Duepunti Edizioni, Palermo 2009. 

Me l’ha mandata il capo dei rigattieri.

25
Apr
… che ha saputo attraversare il male senza prendersi per un’incarnazione del bene

È parte dell’epigrafe che Tzvetan Todorov ha dedicato a Germaine Tillion nel suo libro «Memoria del male, tentazione del bene». La Tillion, allieva del grande Marcel Mauss ha studiato negli anni Trenta i berberi dell’Aurès, etnografa, collabora alla resistenza francese; viene deportata a Ravensbrück. Negli anni Cinquanta sarà animatrice delle Commissione che tra mille difficoltà cercherà di far luce su Gulag staliniani nel periodo di più letale infatuazione dell’intellighenzia francese per lo stalinismo e il comunismo.

Medusa ha tradotto «Alla ricerca del vero e del giusto», con la prefazione di Todorov, e «L’harem e la famiglia» nella traduzione di M. Porro e l’introduzione di Marina Calvo Pérez e Andrea Celli.

Morta nel 2007, ci piace ricordarla il giorno della Liberazione, giorno nel quale molti, che neppure hanno attraversato il male, sono convinti di essere l’incarnazione del bene.

(via edizionimedusa)

25
Apr

Come la Cia ha aiutato la Disney a comprare e gestire pezzi di Florida per farsi il parco senza rispettare parecchie leggi

At a secret “seminar” Disney convened in May 1965 Helliwell came up with the approach that to this day allows the Disney organization to avoid taxation and environmental regulation as well as maintain immunity from the U.S. Constitution. It was the same strategy the C.I.A. pursued in the foreign countries. Set up a puppet government; then use that regime to do your bidding. Though no one lived there, Helliwell advised Disney to establish at least two phantom “cities,” then use these fake governments to control land use and make sure the public monies the theme park generated stayed in Disney’s private hands.

On paper Disney World’s “cities” would be regular American home towns—except their only official residents would be the handful of hand-picked Disney loyalists who periodically “elected” the officials who, in turn, ceded complete control to Disney executives.

n early 1967, the Florida legislature created Hallowell’s two “cities,” both named for the artificial reservoirs Disney engineers created by obstructing the area’s natural water flow. When you visit Disney’s Magic Kingdom, you are visiting the City of Bay Lake, Florida. The other was the City of Lake Buena Vista. In both “cities,” in violation of both the U.S. and Florida Constitutions the Disney-engineered legislation established a property qualification for holding elective office, requiring that each candidate for office there “must be the owner, either directly or as a trustee, of real property situated in the City” in order “to be eligible to hold the office of councilman.

 As Disney World’s powers increased, its lobbyists made sure the State of Florida lost even the authority to protect the public from injury and death there. In June 2005 Rob Jacobs, at the time chief of Florida’s Bureau of Fair Rides Inspection, summed up the human meaning of such impunity. “We don’t have the authority to close the park down or close the rides.”

(Fonte: thedailybeast.com)

23
Apr
Ascolti, lei si spiega in un modo magnifico, non potrebbe spiegarsi in un modo un po’ meno magnifico? Quando parla, sembra un libro stampato.
[Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Le notti bianche, seconda notte]

In un modo magnifico | Paolo Nori (via pensierispettinati)

(via pensierispettinati)

23
Apr
Dio esiste perché la matematica è coerente, e il demonio esiste perché non possiamo dimostrare che lo è. (André Weil)

Diavolo - Wikiquote
21
Apr
La querelle tra Gaunilone e Anselmo è andata avanti per alcuni secoli, più o meno fino a Kant (gauniloniano di ferro) e Hegel (anselmista convinto). Alla fine della fiera è la solita eterna lotta tra tolemaici e copernicani: se pensi che dentro di te ci sia un’idea di Dio, un barlume di Dio, alla fine l’universo è ancora una cosa che gira intorno a te (con Dio motore immobile al di fuori). Se tutto quello che è razionale è reale, immagina pure un’isola, da qualche parte ci sarà. Nel frattempo i gauniloni hanno di che brindare, la scienza continua a ingrandire l’universo e a rimpicciolirne i suoi abitanti. Anselmo, per dire, non conosceva i batteri (e anche Hegel ne aveva un’idea assai vaga). Noi sappiamo di essere molto meno che un batterio davanti a un eventuale Dio: chissà che idee si fa il batterio di noi, ma decisamente noi esistiamo al di là delle sue idee batteriche su di noi. Però gli anselmiani non si rassegnano. Se esistono infiniti universi, esisterà anche quello con l’isola esatta precisa immaginata da Gaunilone. E quello in cui ti ho spaccato la testa col bastone.

Anselmo è sempre uno più di te | Leonardo Tondelli

La solita eterna [!] lotta tra tolemaici e copernicani

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