RSSArchive

non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà, che ha anche twitter.

25
Giu

La seduta di registrazione ad Abbey Road di Alfie, di Burt Bacharach, con Cilla Black -giro Beatles-, e George Martin a sovrintendere. Fatta con l’orchestra tutta dal vivo.

(Fonte: youtube.com)

24
Giu

Tomi Um, Che farò senza, la storia di Orfeo e Euridice, bellissime serigrafie, un libro che diventa una lunga striscia di 3 metri e 50. L’ho vista e comprata l’altra giorno al festival crack. 

24
Giu

Bambini, anzi bambine

Ieri al mare una bambina di 4 anni m’ha detto prima che ero vecchietto, mentre sarei invece giovane, poi mi ha chiesto Ma tu l’hai mai trovata una persona proprio identica a te? Al che, sorpreso, le ho chiesto Ma intendi, intendi uno proprio identico a me? e mentre lo dicevo ragionavo che in effetti no, non l’avevo mai incontrato, e così dopo la domanda gliel’ho detto, No. Poi, per capire che intendesse, gliel’ho chiesto io a lei se avesse mai incontrato una persona proprio identica a lei. Sì, mi ha detto, si chiama G., che poi è il suo stesso nome. E al che un po’ pensavo di aver capito cosa intendesse. Ma la madre le fa, ma G. chi?, tua cugina -invento, comunque una G.  a lei prossima e ben nota- ché conosciamo solo lei di altra G. No, dice la bambina G., non lei, non lei. Al che io ho pensato che la bambina G. o avesse incontrato davvero qualcuno identico a lei oppure avesse incontrato se stessa. Non so ancora decidermi, e ripensandoci mi vien solo da pensare che mi inquietava la madre che usava il plurale quando parlava della figlia, che era sempre e soprattuto anche per la figlia, al posto suo. 

Poi oggi invece mentre guidavo dinanzi a me ho visto nel dietro di una Smart due bambine un po’ più grandi, otto nove anni, di una si vedevano solo i capelli, l’altra invece era di sbieco, e spesso guardava indietro. Sembrava come i cani che ti guardano dal retro delle macchine appunto, solo che questo retro era piccolissimo, strettissimo e loro più schiacciate dei cani, che di solito si schiacciano da soli contro il vetro. Penso sia anche illegale tenere due bambine lì, e soprattutto pericoloso, stupido, idiota, cretino, e mi sono un po’ incazzato, ma più che altro ero sorpreso e incuriosito. Poi ho pensato che ero esagerato, forse le bambine lo prendevano come un gioco divertente, una volta  da bambino ero stato in una macchina dove eravamo sei sette bambini e un adulto che guidava, e me lo ricordo ancora come una delle poche cose da raccontare della mia infanzia, una delle cose belle e avventurose. Ma poi la bambina che guardava indietro guardava triste, spaesata e perplessa, con le ginocchia fra le mani, attaccata o quasi al vetro e niente, mi son detto che non avevo pregiudizi, era proprio una cosa stupida, e ho provato a superare la macchina per guardare in faccia i due adulti davanti, ‘sti cretini pensavo mentre li intravedevo, che poi eravamo anche in un quartiere molto borghese, ricco e fascista di Roma, e quindi mi venivano  in mente degli stereotipi ma l’unico stereotipo vero, anzi non è nemmeno uno stereotipo perché non è molto diffuso, è più che altro una mia sensazione che mi par vera, a me, è che questo quartiere e i genitori li distruggono ai ragazzini, li costringono a dei ruoli idioti, codificati come in pochi altri quartieri, c’hanno pure un nome per quelli del quartiere, e li costringono a degli estremi per interpretarli questi ruoli, e niente non dico che tutto mi tornava, ma queste ragazzine tutte schiacciate erano beh più che una metafora -e io pure amo le metafore-, un simbolo, ma erano due ragazzine schiacciate dalla famiglia, dai grandi, in una macchina, una macchina che io associo, mi spiace per i possessori, a certi mondi, a certe idiozie, una macchina idiota anche se in effetti ha senso, è comoda per la città perché è piccola, immagino sia proprio comoda, ci trovi sempre parcheggio, o almeno spesso, ora la usano anche le compagnie che ti affittano le macchine a tempo, una macchina proprio comoda quindi, anche se sempre un po’ idiota come simbolo, molto comoda, solo che da due persone, ci stanno due persone, idioti o meno, non di più, e senza spazio dietro per metterci due bambini o bambine o altri, che se ce li metti li schiacci, e non è bello schiacciare le persone. Comunque poi non l’ho raggiunta la macchina e non ho visto le facce dei due adulti, han cambiato strada e ci ho anche pensato a seguire la macchina, ma ho detto bah, e mi è spiaciuto ancora per le bambine. 

20
Giu

Simone: Ho trovato poesie in forma di rosa in pdf

Io: dove l’hai trovato?

S: cercando a caso 

Io: il caso è il migliore amico della ricerca

19
Giu

Pensierino

Il fatto non è più che è già stato detto tutto, ma che è stato già stato ripetuto tutto, più e più volte. 

18
Giu

Dalle primissime pagine della Cognizione del dolore

il valsente che le proprietà rustiche fruttano

la preposizione di, in madaragalese de, che indica moto da luogo, da cui, anzi di cui cieco, sordo, mutilato, invalido di guerra, ma anche scemo di guerra 

i raccolti, che fruttano valsente, Cerere e Pale assenzienti

18
Giu
18
Giu

stretta:

Burgess Voshell : 

Within the discrete act of making one drawing, a second drawing is discarded; it’s the shadow, the negative. It’s the drawing that exists in the z axis, just above the page as the pen is lifted and moved into position for the next mark.

I have created a tool to draw completely. Both drawings are made.

A linkage of parallelograms allows the two pens to follow the same movements. A pivot at the front allows for the two pens to alternate making contact with the paper.  The subject of the drawings iterate on a theme: a hand conforming to the shape of an object. The object’s only depiction is the displacement rendered upon the hand.

16
Giu

Natura è uguale a Roma, e che motivo esiste di reinquietare gli dèi invano?

Natura è uguale a Roma, e la riflette un’Urbe
del cui civico imperio ravvisiamo le immagini
nell’aria trasparente, come in un circo azzurro,
lungo un fòro di campi, un colonnato d’alberi.

Natura è uguale a Roma, e che motivo esiste
di reinquietare gli dèi invano? Per gli auspici
sulla guerra ci sono interiora di vittime;
e schiavi per il silenzio, pietre per gli edifici.

Osip Mandel’stam

14
Giu

Una bambina

Qualche sera fa per la prima volta mi è capitato di vedere a Roma una bambina che vendeva le rose, a sera, entrando di ristorante in ristorante. Una cosa simile l’avevo vista finora solo a Palermo, dove di solito i bambini erano maschi, e forse anche un po’ più piccoli. Questa aveva 11 o 12 anni, non riesco a ricordarmene nemmeno la faccia tanto è stata veloce e tanto ci sono rimasto, beh, male. 

Page 2 of 266