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non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà, che ha anche twitter.

19
Giu

Pensierino

Il fatto non è più che è già stato detto tutto, ma che è stato già stato ripetuto tutto, più e più volte. 

18
Giu

Dalle primissime pagine della Cognizione del dolore

il valsente che le proprietà rustiche fruttano

la preposizione di, in madaragalese de, che indica moto da luogo, da cui, anzi di cui cieco, sordo, mutilato, invalido di guerra, ma anche scemo di guerra 

i raccolti, che fruttano valsente, Cerere e Pale assenzienti

18
Giu
18
Giu

stretta:

Burgess Voshell : 

Within the discrete act of making one drawing, a second drawing is discarded; it’s the shadow, the negative. It’s the drawing that exists in the z axis, just above the page as the pen is lifted and moved into position for the next mark.

I have created a tool to draw completely. Both drawings are made.

A linkage of parallelograms allows the two pens to follow the same movements. A pivot at the front allows for the two pens to alternate making contact with the paper.  The subject of the drawings iterate on a theme: a hand conforming to the shape of an object. The object’s only depiction is the displacement rendered upon the hand.

16
Giu

Natura è uguale a Roma, e che motivo esiste di reinquietare gli dèi invano?

Natura è uguale a Roma, e la riflette un’Urbe
del cui civico imperio ravvisiamo le immagini
nell’aria trasparente, come in un circo azzurro,
lungo un fòro di campi, un colonnato d’alberi.

Natura è uguale a Roma, e che motivo esiste
di reinquietare gli dèi invano? Per gli auspici
sulla guerra ci sono interiora di vittime;
e schiavi per il silenzio, pietre per gli edifici.

Osip Mandel’stam

14
Giu

Una bambina

Qualche sera fa per la prima volta mi è capitato di vedere a Roma una bambina che vendeva le rose, a sera, entrando di ristorante in ristorante. Una cosa simile l’avevo vista finora solo a Palermo, dove di solito i bambini erano maschi, e forse anche un po’ più piccoli. Questa aveva 11 o 12 anni, non riesco a ricordarmene nemmeno la faccia tanto è stata veloce e tanto ci sono rimasto, beh, male. 

9
Giu
AI mondiali 1982 il Camerun e il Perù si sfidano con i loro maghi, da I riti profani di Claude Rivière.

AI mondiali 1982 il Camerun e il Perù si sfidano con i loro maghi, da I riti profani di Claude Rivière.

6
Giu

2 giorni sull’autobus a Palermo

Ieri, sulla 122 -qui si usa il femminile. signorina un po’ in carne, anzi cicciona, giovane, un po’ coatta un po’ sfatta, 20 anni, accanto all’autista, ma proprio accanto accanto parla e parla, come se lo conoscesse da tanto tempo, lui ha cinquant’anni, non sembra rispondere all’inizio, lei smozzica parole che non capisco, ha il suo cellulare con la copertura rossa appoggiato sul cruscotto dell’autobus. Lui poi risponde, smozzica anche lui, penso forse sia il padre, un conoscente, boh, lei commenta un po’ la propria vita, le proprie serate, poi vede una signora dinanzi al negozio «ha le scarpe aperte, allora non sono l’unica», dice, e in effetti ha i sandali, fuori passa una signora che usa un passeggino per portare borse, il posto del bambino è vuoto, fa molto caldo, l’autobus è pienissimo, l’autista impassibile, il traffico pure, pieno. L’autista mi ha fatto scendere nel posto sbagliato. 

Oggi sulla 101, la linea che passa più spesso, davvero, sempre pienissima, tanto piena e tanto caldo, sale un controllore, urla «biglietti, biglietti alla mano», è lontanissimo, l’autobus è snodato e lui è in fondo, io scenderò quattro fermate dopo e non lo vedrò mai. Una signora scende alla fermata, e al vecchietto accanto, capelli bianchi compatti, frasi in bel palermitano a commento e disdegno di un ragazzo arrampicatosi sui tubi per reggersi a fare il simpatico, al signore anziano la signora che scende dice tenga, prenda il biglietto. Si sente ancora una volta il controllore ma non lo si vede mai, il vecchietto mi guarda, poggia il biglietto sul cruscotto e dice «tanto a me non mi serve», e sorride gentile. 

4
Giu
christopherschreck:

click HERE for a pdf of John Cage’s “Lecture on Nothing” (1949)

christopherschreck:

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(via otherthanme)

1
Giu

Le serie televisive e l’addomesticamento

Renzi si affida ora ai telefilm di successo per la sua scuola di formazione. Rottamando in un sol colpo l’Istituto Sturzo e le Frattocchie. E allineandosi a Obama, che di «House of Cards» è fedelissimo spettatore. Fedeltà: ecco la parola. Non c’è politica, perché non c’è legame sociale, senza fedeltà. Se l’ideologia non riesce più ad ottenerla, se anche la trama della rappresentazione religiosa appare strappata in più di un punto, allora tocca alle serie televisive ricucire i fili del racconto quotidiano della realtà. Dove trovate infatti un altro prodotto, un altro modello di consumo per il quale usare l’espressione: «non se ne perde neanche una!»? O si tratta della partita, o si tratta della puntata. Basta peraltro andare in libreria per scoprire che anche i romanzi, specie quelli destinati ai più giovani, si stanno sempre più serializzando. La serie è cioè l’unica forma capace oggi di catturare durevolmente l’attenzione, l’unica capace di fidelizzare, di accattivare; l’unica, in definitiva, capace di ridurci in cattività. Cioè di addomesticare. Che significa: costruire consuetudini di comportamento e di consumo, dove altrimenti regnerebbero solo la proliferazione delle differenze, la polverizzazione delle esperienze.

(Fonte: azioneparallela.wordpress.com)

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