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non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà.

22
Sep
Quando a mezzogiorno preciso Kant usciva a prendere una boccata d’aria, i cittadini di Koenisberg regolavano gli orologi: Invece del colpo di cannone a Koenisberg c’era il critico della ragion pura. I forestieri, visitando Koenisberg non mancavano mai di assistere alla tradizionale uscita di Kant. Appena Kant socchiudeva l’uscio, i presenti applaudivano calorosamente: Kant, astratto e solitario, con un libro sotto il braccio, lento lento si avviava verso la circonvallazione.
Nessuno sospettò che Kant tenesse alla fama di un uomo che spacca il secondo: eppure Egli si preparava lungo le scale ogni dì alle undici e cinquanta, aspettava il segnale del servo che nella sala da pranzo, intanto, sbarrava gli occhi sulla pendola.”Via” gridava Martino. Emanuele Kant faceva in un salto i quattro gradini, poi apriva la porta e s’incamminava con l’aria più metafisica di questo mondo. Dovete sapere che il professor Karl Klaus invidiava il celebre filosofo. Una domenica Klaus invitò i cittadini per il mezzogiorno nella piazza di Koenisberg: ivi avrebbe pronunciato un discorso contro l’imperativo categorico di Kant. Kant allora ne pensò una bella: infatti, suona il mezzogiorno alla pendola e lui fermo in casa, nascosto dietro le persiane. Già in istrada c’era tanta folla ad attendere che poi sarebbe andata ad ascoltare Klaus.
Ma passa un’ora e Kant non esce. Quando Martino entra ad avvisare Kant che il professor Klaus è andato a letto con un travaso di bile, Kant prende cappello e bastone, e va fuori. Sono le due. La folla applaude e regola gli orologi. Qualche fischio è sommerso dalle disapprovazioni generali… Da quella domenica a Koenisberg sono indietro di due ore rispetto al meridiano di Greenwich.
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Cesare Zavattini, La vita del filosofo Kant, via nazione indiana
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