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non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà, che ha anche twitter.

23
Apr
La nazionale di calcio è andata ai mondiali in Brasile del 1950 in Nave, una lunga traversata dell’oceano atlantico, con i palloni che cadevano in mare, la nausea, i pochi allenamenti. Insomma, è andata a finire male. 
Abbiamo intervistato 4 giocatori di quella squadra, che ci hanno raccontato, oltre a  quell’assurdo viaggio in Brasile, il calcio di guerra -questi matti continuarono a giocare sotto le bombe-, la costruzione del Grande Torino di riffa e di raffa proprio grazie alla guerra e la sua morte nel disastro aereo di Superga, che fu il motivo per cui si scelse di andare per nave. E poi ancora le vicende di un mondiale che fu abbastanza strano, il primo dopo la guerra, e altre vicende, aneddoti e personaggi trovati sia nelle parole dei vecchietti sia nei giornali dell’epoca (dall’allenatore ebreo ungherese, ex broker di Wall Street, che dopo le leggi razziali tornava in Italia di nascosto per selezionare i giocatori, ai giornalisti che devono evitare la censura di bordo per far sapere che tutti su quella nave son presi dal mal di mare, vomitano e non si allenano). 
Da stasera su Radio 3 alle 19.45 fino a venerdì, subito dopo Hollywood Party.
I giocatori sono Amedeo Amadei, centravanti della Roma, 90 anni; Giuseppe Casari, portiere dell’Atalanta e del Napoli, 90 anni; Osvaldo Fattori, mediano dell’Inter, 89 anni; Egisto Pandolfini, ala della Fiorentina e dell’Inter, 86 anni. 
Ci son pure delle musiche, alcune mie, altre invece belle.

La nazionale di calcio è andata ai mondiali in Brasile del 1950 in Nave, una lunga traversata dell’oceano atlantico, con i palloni che cadevano in mare, la nausea, i pochi allenamenti. Insomma, è andata a finire male. 

Abbiamo intervistato 4 giocatori di quella squadra, che ci hanno raccontato, oltre a  quell’assurdo viaggio in Brasile, il calcio di guerra -questi matti continuarono a giocare sotto le bombe-, la costruzione del Grande Torino di riffa e di raffa proprio grazie alla guerra e la sua morte nel disastro aereo di Superga, che fu il motivo per cui si scelse di andare per nave. E poi ancora le vicende di un mondiale che fu abbastanza strano, il primo dopo la guerra, e altre vicende, aneddoti e personaggi trovati sia nelle parole dei vecchietti sia nei giornali dell’epoca (dall’allenatore ebreo ungherese, ex broker di Wall Street, che dopo le leggi razziali tornava in Italia di nascosto per selezionare i giocatori, ai giornalisti che devono evitare la censura di bordo per far sapere che tutti su quella nave son presi dal mal di mare, vomitano e non si allenano). 

Da stasera su Radio 3 alle 19.45 fino a venerdì, subito dopo Hollywood Party.

I giocatori sono Amedeo Amadei, centravanti della Roma, 90 anni; Giuseppe Casari, portiere dell’Atalanta e del Napoli, 90 anni; Osvaldo Fattori, mediano dell’Inter, 89 anni; Egisto Pandolfini, ala della Fiorentina e dell’Inter, 86 anni. 

Ci son pure delle musiche, alcune mie, altre invece belle.

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