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non fatti, ma artefatti

«non lo appunto per ricordarlo dopo, lo appunto per ricordarlo ora». Discarica di se non la realtà, che ha anche twitter.

12
Maggio

Ipad ed ecosistema

L’iPad è nato come seducente appendice finale di un ecosistema di distribuzione di contenuti. Uno si compra un iPad non per leggere un libro, ma per fare un sacco di altre cose. Però, una volta che uno ha un iPad, viene naturale scaricare libri. Lo stesso schema si era prodotto con le videocamere nei telefonini. La ragione per cui uno compra telefonini non è la videocamera; però una volta che uno ha comprato un telefonino, visto che la videocamera ne fa parte, uno si mette a fare foto; molte più di quante non ne facesse quando le videocamere erano fuori dai telefonini, e di molto diverse. In entrambi i casi sono stati creati dei nuovi ecosistemi, ricchi e interessanti, che ridefiniscono completamente le nostre pratiche. Quindi, se il libro elettronico si imporrà e spodesterà il cartaceo, questo non dipenderà dal fatto che è “finalmente” migliore del cartaceo. Dipenderà invece dal fatto che le persone vogliono cose come l’iPad, che con il libro non hanno molto a che fare, e che poi troveranno naturale usare un tablet anche per scaricare libri. 

L’iPad è nato per soddisfare questi bisogni, e soprattutto per crearne altri; è il terminale di un’immensa catena di distribuzione. Il libro è una app tra le tante e non gode di nessun particolare privilegio sotto il profilo del design perché non gode di nessun privilegio sotto il profilo commerciale rispetto alle altre app. 

Roberto Casati da Doppiozero

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